Paladino di straordinaria bellezza, Oscar Lan è un devoto seguace della disciplina del corpo e della mente, guidato dal motto “mens sana in corpore sano”. Dedica le sue giornate in egual misura alla cura fisica e alla meditazione spirituale, incarnando un ideale di perfezione che va ben oltre la mera vanità.
Ascetico per scelta, Oscar ha rinunciato ai piaceri carnali e all’alcol, ritenendoli distrazioni che offuscano la mente e indeboliscono lo spirito. Preferisce la chiarezza di pensiero che deriva da un buon bagno, dall’esercizio fisico e dalla preghiera. Questa sua vigile astinenza si è rivelata particolarmente utile quando si è trovato circondato dai Gatti di Fuoco, compagni inclini ad abusare di alcol e altre sostanze, per i quali si sente in dovere di restare lucido e pronto a intervenire.
Disciplina e senso del dovere hanno sempre caratterizzato la vita del giovane paladino, almeno fino all’uragano rappresentato dall’ingresso nei Gatti di Fuoco, che ha stravolto le sue certezze e aperto il suo cuore a nuove possibilità.
Origini
Oscar è cresciuto senza genitori. La madre morì presumibilmente di parto – “ma questa è un’altra storia e dovrà essere narrata un’altra volta” – e subito dopo il padre partì per una non precisata importante missione dalla quale non fece mai ritorno.
Cresciuto nell’ambiente rigido e formale del suo ordine, Oscar fu educato ai valori dell’educazione, del rispetto per la gerarchia e del forte senso del dovere, ma mai conobbe vero affetto né una vera famiglia. Sviluppò un’innata curiosità verso il mondo esterno, ma non ebbe mai la possibilità di soddisfarla, costretto com’era nelle rigide strutture della sua formazione.
Quando i superiori lo inviarono come osservatore dei Gatti di Fuoco, qualcosa cambiò. Quello che doveva essere un semplice incarico di sorveglianza si trasformò rapidamente in qualcosa di più profondo. Oscar, per la prima volta nella sua vita, provò un sincero legame affettivo verso i suoi compagni. Non voleva perderli. Era incuriosito dalla loro diversità, dal loro caos, dalla loro umanità così distante dalla fredda perfezione a cui era stato addestrato. Il paladino si trasformò da osservatore in protettore, disposto a soprassedere persino sugli episodi più estremi dei suoi compagni pur di proteggerli e restare al loro fianco.
